Vi segnaliamo

 

Dopo la tempesta... la calma

www.ilsognodiandrea.it

MARIA TERESA MOSCONI ED ENRICO CARLO STRAULINO
"COGLIERE UN FIORE E CONSEGNARLO ALLA LUCE"

VICINA A MARIA TERESA…

MARIA TERESA!


DOPO LA TEMPESTA, LA...CALMA.

Dopo un mese trascorso con enormi sofferenze a Cattinara, il 23 novembre mia mamma è finalmente dimessa e può essere accolta nella RSA San Giusto', stanza 110,l' ultima del lungo corridoio. La stanza è bellina, ma la compagnia non è delle più allegre: vicino alla porta c'è Rosa, 95 anni, tenuta in vita dall'ossigeno dopo 3 ictus avuti in 2 mesi. Dall'altra parte c'è Albina che non fa altro che invocare tutto il giorno i nomi dei familiari o addirittura della mamma; di fronte c'è Vanna che si è fratturata braccio e femore ed è sul depresso…A Rosa, la peruviana molto gentile che ha accolto e che lavora con la porta aperta, accenno subito alla possibilità di metterla in una stanza meno triste…Ma piano piano, giorno dopo giorno l'atmosfera cambia. Già la sera stessa scopro che Albina è la nonna di Fabio, mio ex-alunno, e di Manuela Declich, consigliera comunale. Il giorno dopo vengo a sapere incidentalmente che la figlia di Rosa è amica di Paola Bissaldi e desidererebbe i Sacramenti per la mamma, prossima a varcare la soglia dell'eternità. Infine scopro che Vanna è parente di Fabio Spehar, il fisioterapista già amico nostro di gioventù che aveva aiutato nostra mamma quando si era fratturata la gamba tre anni fa. Ho visto nuove queste persone che soffrono come noi per la situazione della persona loro cara.
L'amore per mia mamma e per le altre persone mi ha suggerito un'idea: chiedere a don Muggia, che celebra la Messa nella cappella dell'ITIS in mancanza di un cappellano, che venga a dare l' Unzione degli Infermi a Rosa e porti Gesù Eucaristia a mia mamma nel giorno del suo 99 compleanno. Così domenica 26 novembre dopo la Messa celebrata presso le Suore di Carità porto in macchina all'Itis don Giampaolo e mi reco con lui nel reparto RSA: trovo la stanza rifatta bene, mia mamma che lo aspettava in corridoio insieme a Vanna che era contenta anche lei di ricevere Gesù ( come di sentire Radio Maria!). Ho posto i fiori portati per il compleanno della mamma, ho letto il Vangelo e poi ho assistito don Giampaolo mentre davano l'unzione degli infermi a Rosa….Qualche ora dopo ,tornata per il pranzo, mi vedo arrivare una pianta di ciclamini dai parenti di rosa in segno di riconoscenza. Questa pianta il giorno dopo l'ho portata in chiesa dell'Itis insieme alla badante di Rosa che era contenta di sapere che c'è una chiesa in questo luogo di sofferenza. E lei si prende cura di Rosa ma anche di mia mamma, di Albina, di Vanna quando non ci siamo noi parenti. Il personale si stupisce di quest'accordo che trova entrando nella stanza 110, come hanno mostrato di gradire le paste che abbiamo portato loro dopo la festicciola che abbiamo fatto domenica pomeriggio con i nipoti e una pronipotina per solennizzare con una nota allegra questi 99 anni, con la speranza di poter fare presto a casa sua una festa vera e propria con la classica torta. E' qui per la riabilitazione e con la speranza di poter tornare a casa sua, con l'aiuto di Dio e …dei fisioterapisti e la forza indomita di volontà che la caratterizza da sempre.

Rita Corsi


Siamo lieti di ospitare la lettera inviataci da Massimo Tedesco e segnalarla come iniziativa di bontà.

Gentile dott. Pianciamore,

desidero segnalare a lei e al Comitato del Premio alla Bontà la vicenda di Andrea Canziani, vicenda nella quale mi sono imbattuto casualmente essendo stato invitato a creare il suo sito: www.ilsognodiandrea.it.
Andrea è un ragazzo triestino che all'età di 10 anni è stato colpito da un angioma celebrale che lo ha dapprima fatto entrare in coma e poi costretto all'immobilità.
I suoi genitori, non rassegnandosi all'idea di una vita vegetativa, hanno iniziato una odissea in diversi centri neurologici internazionali alla ricerca di una cura, fino a quando si sono imbattuti negli Istituti per il Raggiungimento del Potenziale Umano di Filadelfia (USA) che promuovono una terapia riabilitativa innovativa: il "Metodo Doman".
Si tratta di un metodo atto a favorire il recupero dei bambini cerebrolesi la cui peculiarità consiste nel fatto che tutto viene svolto a casa del bambino, nel suo ambiente familiare. La sua palestra, la ginnastica, l'istruzione, tutto avviene all'interno delle mura domestiche ed il programma viene svolto dalla stessa famiglia, con l'aiuto di amici, parenti e comuni volontari che offrono qualche ora del loro tempo libero per mettersi a disposizione del bambino.
Andrea, grazie all'intensivo programma della terapia Doman, è passato da uno stato vegetativo a una fase iniziale di mobilità che è in continua e progressiva evoluzione. Ha ricominciato persino a scrivere autonomamente e si regge da solo in piedi per alcuni minuti fino a spiccare tre passi per raggiungere il tavolo in maniera autonoma. Progressi che, solo cinque anni fa, ben pochi avrebbero osato prevedere.
Esiste una vera e propria gara di solidarietà a Trieste per aiutare Andrea a raggiungere il suo sogno: poter camminare di nuovo. Centinaia di volontari, si alternano continuamente per fargli compiere gli esercizi prescritti. Sono persone che credono nel metodo, ne hanno visto le potenzialità e nulla desiderano in cambio, venendo ripagati solamente dal sorriso riconoscente di Andrea.
Sono rimasto colpito da questo lampante esempio di bontà collettiva che si svolge in assenza di clamore a Trieste e del quale non ero a conoscenza.
Naturale, a quel punto, è stato il collegamento con Il Premio alla Bontà Hazel Marie Cole.
I genitori di Andrea hanno bisogno di pubblicità perché il loro obbiettivo primario è quello del reclutamento di nuovi volontari e Il Premio alla Bontà, ben conosciuto in città, con la sua capacità di attrarre visibilità e sempre attento a vicende simili a questa, non poteva non esserne messo a conoscenza.
La invito a visitare il sito per ulteriori approfondimenti: www.ilsognodiandrea.it.
Cordiali saluti.


MARIA TERESA MOSCONI ED ENRICO CARLO STRAULINO
"COGLIERE UN FIORE E CONSEGNARLO ALLA LUCE"
PREFAZIONE DI DOMENICO CARA
EDIZIONE: LABORATORIO DELLE ARTI -MILANO

"Maria Teresa Mosconi e il libro che ha scritto con il figlio mi hanno fatto tornare indietro quando con Adriana Marini avevamo la responsabilità della pubblicazione di un giornale studentesco, il NOI STUDENTI che, lei da Milano e io dalla Sicilia, cercavamo di far leggere ai nostri compagni di scuola. Per quanto mi riguarda devo dire che è stato un successo giovanile e sono lieto oggi di presentare il libro di Maria Teresa Mosconi tramite la cara amica Adriana Marini.
Questo libro per me rappresenta l'esempio,il coronamento,il successo dopo tanti anni di paziente lavoro comunicativo tra due "esistenze". Una madre che riesce a stabilire un "contatto", a dialogare con il figlio nonostante i pareri negativi espressi per anni dai "tecnici", è la conferma che tutto si può fare con l'amore,la generosità e la bontà."

Aldo Pianciamore


VICINA A MARIA TERESA…

E' normale che una madre accudisca il proprio figlio, specialmente se è disabile. Se ci guardassimo attorno con occhi un po' più attenti, chissà quanti casi di sofferenza e dedizione familiare potremmo scoprire.
Però la storia di Maria Teresa è diversa.
Ella dall'aspetto sembra fragile come una fogliolina al vento. I capelli corti, il fisico minuto, l'abbigliamento casual-sportivo, la fanno assomigliare a una ragazzina, ma la forza di Maria Teresa è tutta nelle sue idee.
L'ho incontrata casualmente in una libreria, dove presentava il suo libro "Cogliere un fiore e consegnarlo alla luce" e mi ha subito interessata.
Poi l'ho conosciuta meglio, ho visto suo figlio Enrico, che per un incidente al parto è nato spastico, non parla e non cammina.
La giornata accanto a Enrico è un infinito susseguirsi di gesti e attenzioni che vanno rivolti a lui: bisogna lavarlo, girarlo, imboccarlo, sistemarlo sulla sedia e ogni volta ricominciare senza mai stancarsi, senza farsi prendere dall'insofferenza e dallo sconforto.
Maria Teresa ha fatto di più, non ha mai trattato Enrico come un essere privo di coscienza e di desideri, ha sempre cercato di comunicare con lui, di fargli fare le sue scelte, finché è riuscita ad interagire con lui, non solo per gli aspetti del quotidiano, ma addirittura suscitandogli il desiderio di esprimersi in poesia…
Insieme hanno scritto il libro sopracitato, che Vi consiglio di leggere, per entrare in un mondo che alla maggioranza di noi è sconosciuto, o giudicato secondo "clichè", ma che invece è ricco sia emotivamente che culturalmente.
L'impegno di Maria Teresa non è dedicato solo a suo figlio, ella è diventata il punto di riferimento per tante famiglie colpite da un evento così grande, che affrontano con le reazioni più diverse: dalla rabbia al rifiuto all'isolamento.
Maria Teresa non smette mai di lottare per suo figlio e per loro.
Inoltre ha creato intorno a sé una vasta rete di volontari, ma questo forse ve lo racconterò un'altra volta…
Per lei ho scritto di getto la poesia che allego.

Adriana Marini


MARIA TERESA!

Maria Teresa,
piccola donna forte
sei riuscita a infrangere i muri
che la sorte
ti ha posto sul cammino
col fragile bambino.

A Enrico, soffio di vita
che non sa camminare
pian piano hai costruito le ali per volare…

Lui che non sa parlare
conosce la magia
di scrivere parole
in forma di poesia.

Eppure tutto questo
ancora non è niente
intorno a te hai coinvolto tanta gente:
parenti amici e sconosciuti
che hanno dato e ricevuto aiuti!

E tutto questo giro
di amici e di parole
è stato naturale
come il sorgere del sole.

Ma quello che considero
"miracolo a Milano"
è il tuo rapporto vivo col marito Adriano…
E anche se a volte la tua vita si sdoppia
con lui non hai mai smesso di essere una coppia!!

Adriana Marini

Maggio 2003